Donne che commentano // d.repubblica.it

Apre al pubblico oggi la collettiva “Women Commentators”, organizzata dalla Fondazione di Katarzyna Kozyra e curata da Anna Walewska al Centro per l’Arte Contemporanea Castello Ujazdowski di Varsavia.

Se non conoscete il castello Ujazdowski sappiate che vi siete persi uno dei centri creativi più innovativi (e architettonicamente belli) dell’Europa dell’est degli ultimi venti anni, ci sono passati i più grandi artisti internazionali. Danza, arte, cinema, laboratori, musica, teatro, performance, residenze, con la direzione attuale dell’italiano Fabio Cavallucci (già a capo, in passato, della Galleria Civica di Trento).

Se non conoscete l’artista polacca Katarzyna Kozyra vi dico soltanto che lei è quella che, per girare uno dei suoi tanti video, è entrata nei bagni pubblici femminili e anche in quelli maschili fingendosi un uomo e facendo riprese di nascosto (con un pene finto). Ma è anche l’artista che ha portato in scena , a mo’ di cane al guinzaglio, Jung e Freud vestita lei stessa da Lou Salomè (famoso il suo carteggio con il padre della psicanalisi). Insomma un’artista, come dire, particolarmente interessata al profondo rapporto uomo-donna.

Infatti, anche in questo caso, la particolarità della mostra è la presenza di sole artiste donne, tutte chiamate a “commentare” con il loro lavoro artistico vicende politiche, sociali e artistiche attuali.  Le artiste invitate sono: Rossella Biscotti, Melanie Bonajo, Gabriela Golder, Nicoline van Harskamp, Ana Husman, Nadia Kaabi – Linke, Jane Jin Kaisen, Magda M, Tamara Moyzes, Marina Naprushkina, Aleka Polis, Marta Prus.

Riflessioni personali espresse attraverso opere che non sono anonime e che, quindi, costituiscono azioni coraggiose (nel senso che le autrici, commentando in prima persona si espongono) su ogni particolare questione.  La mostra sarà accompagnata da una serie di eventi, come la proiezione di film e documentari realizzati da registe, ovviamente donne. La mostra va avanti fino al 29 novembre 2013. Ovviamente ad ingresso libero. In Polonia lo fanno…

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